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martedì, ottobre 13, 2009

Chi l'è minga bon per il re l'è minga bon per la regina




Chi non è buono per il re, non è buono neanche per la regina.

Titolo copiaincollato e ho tolto le maiuscole da re e regina perchè nomi comuni di funzione sociale. A meno che si scrivano con le maiuscole anche idraulico , elettricista, ingegnere...io le maiuscoale a re e regine non le metto.

Questa massima me la diceva mia nonna come se recitasse una filastrocca, non ci credeva, l'aveva sentita da giovane e me la ripeteva terminando, però, con un l'è minga vera.
Sta di fatto che io non avevo proprio nessuna intenzione di buttare via un anno di vita per far giocare qualche demente con le stellette, a svegliarmi la mattina presto per stendere un panno e sopportare dei coetanei o quasi che mi dessero ordini solo perchè erano nati qualche mese prima di me.
Avevo anche considerato di mentire per non fare la leva e optare per il servizio civile ma, oltre a non avere il rifiuto delle armi, mi dissero che sarei stato chiamato dal maresciallo della stazione dei carabinieri che avrebbe cercato di mettermi in difficoltà con argute domande del tipo - ti piace la caccia? ma se arrivano gli stranieri e violentano tua madre...? - Non perchè io sia io, era normale prassi. - Anticipo un po' i tempi. Chi fece il servizio civile mi raccontò poi che, sì, in caserma bisognava andare e la domanda delle 100 pistole te la faceva, magari meno arguta, ma la faceva senza sollevare la testa dal modulo che stava compilando e quasi senza ascoltare. Un dipendente statale che doveva mettere un timbro, insomma. -
Soppesando la perdita che avrei avuto dal fare un anno di leva senza visita al maresciallo dei carabinieri e la perdita del fare un anno di servizio civile con visita scelsi di tentare altre vie, dall'esito insicuro, e cercare di farmi riformare.
Niente soldi. Pagare, corrompere proprio no! A priori.
L'unico appiglio erano i piedi piatti.
Il giorno, uno dei tre della tre giorni, - sto scrivendo in un modo barbaro ma sto parlando di militari, capitemi per favore - della visita davanti al medico, quello che ti palpa lo scroto per sentire se ne hai veramente due e non ne nascondi altri, nello stanzino in cui ci fecero spogliare cercai gli angoli più sporchi, molto facili da trovare, per colorarmi la pianta del piede ed esaltare quella mia piallata caratteristica. Feci anche un paio di prove del défilé che avrei fatto davanti al medico dell'esercito.
Quando fui chiamato - modelle, top model, modelli e modellini invidiatemi! - feci la migliore e unica sfilata della mia vita. Un passo pinnato, a piedi divaricati di 60° - ché di più sarebbe stata una cattiva parodia di Charlot - con l'accompagnamento sonoro delle mie piante che sbattevano sul pavimento.
Confronto agli altri colleghi tregiornisti mi fece alzare i piedi un bel po' di volte, se li rimirò ben bene ma, per almeno una volta nella mia vita, la parte la recitai bene. Avevo anche fatto un ottimo maquillage alle piante del piede, sapevo che lo sguardo ha la sua importanza, e se non erano occhi poco importa. I miei piedi, quel giorno, avevano uno sguardo convincente, antierotico al cubo, questo serviva.
Me lo fecero penare il congedo ma alla fine arrivò.
La regina ora.
Perchè solo una?
Quelle che ho conosciuto meglio sono state due.
Una bianca e una nera.




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