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venerdì, ottobre 31, 2014

giovedì, ottobre 30, 2014

I ricordi si archiviano, la memoria no

Ho appena finito un lavoro che da qualche giorno sapevo di dover fare.
Ho riposto, ripiegato, quello che è stato un pacco giallo sul fondo di un armadio.
Il suo contenuto invece l'ho sparso un po' in giro, di modo che nessuno saprà mai cosa il mittente del pacco mi spedì.
Un profumo per ambienti in un armadio, non so se l'utilizzerò.
Un manufatto di lana in una confezione regalo in un altro armadio. Rimarrà lì.
Una tavoletta di cioccolato integra e una iniziata ma non ancora finita, la confezione di un'altra tavoletta di cioccolata che ho gustato e la carta con la corda che avvolgeva un dolce tipico sono finiti in una busta di plastica. Non toccherò quel cioccolato e rimarrà nella plastica sul fondo di cassetto. Il suo sapore non sarebbe più lo stesso.
Una lettera e 2 fogli manoscritti, avvolti in un cartoncino piegato chiuso con un nastro, li ho sepolti fra le pagine di un libro che probabilmente nessuno aprirà più.
Rileggendo quei fogli un sorriso amarissimo.
E in quei fogli c'è la parola "persona".
Non donna, non uomo, proprio persona.
Non sarò più quella persona.

Convintissimo che, data la realtà, non potevo e non dovevo fare diversamente, mi rimane qualche bel ricordo e troppe, troppe lacrime versate.
Certi muri sono più duri della mia testa.
Vedrò il mare da solo, come sempre.

venerdì, ottobre 24, 2014

Non è merito mio

Non è merito mio ma fa piacere vedere mio nipote che entra in crypta con in mano il libretto dei voti per farmi vedere che ha preso 7 e mezzo in matematica.
Avevamo passato un paio d'ore insieme tra domenica e lunedì per ripassare.
Qualcosa funziona!

giovedì, ottobre 23, 2014

Funerali

Torno ora da un funerale.
I funerali dovrebbero essere brutti per definizione, nonostante che per certi personaggi diventino occasione per celebrare cerimonie degne di un gran galà Holliwoodiano.
Nonostate sia attratto dall'arte funebre, i funerali li odio proprio.
E' il secondo in pochi mesi.
Del primo ne parlerò poi, forse, era quello di una persona talmente a me cara che ho bisogno di tempo per...dicono elaborare...OK, per eleborare prima che senta il bisogno di scrivere.
E' successo così anche per mia madre, ci sono voluti anni prima che scrivessi qualcosa. Vero è che non avevo ancora il computer e quella "magnifica" cosa che dovrebbe essere il web sociale.
Mi ricordo che con mia madre speravo e pensavo - ma come si pensa male in quei momenti! - che con il funerale si sarebbe messo una specie di punto e, una volta finito, cominciassi a star meglio. Non è stato così, il funerale non è servito a un cazzo.
Quello di oggi è stato il funerale di una persona, un vicino di casa, che conoscevo bene e che ha fatto parte della mia vita fin dall'infanzia, ma con cui non ho profondi affetti. Sono spiaciuto, sorpreso dalla rapidità della dipartita, ma non profondamente coinvolto.
Nessuna descrizione della cerimonia, sono stato fuori dalla chiesa, come non mi capitava da tempo di fare.
Già da bambino, quando non andavo con mio nonno ma da solo, obbligato ad andarci, in chiesa non entravo.
Poi, per matrimoni e funerali, le uniche occasioni in cui mi capitava di partecipare a una cerimonia, seguivo distrattamente la massa. Sopportavo quella mezzora distrattamente.
Oggi mi sono accorto, una volta di più, di vivere in un mondo a parte.
Il morto era una persona, a livello locale, molto conosciuta. Credevo di trovare molta gente che conosco, sia io che il defunto siamo di questo paese, da poco promosso città, da generazioni. Invece la maggior parte delle facce che seguivano il corteo non mi dicevano niente, mai viste prima, ma si capiva dalle poche parole che ho ascoltato che erano compaesani.
Ma quello che ho odiato di più è che, un paio di loro, mi conoscevano.
Una si è messa a parlare con mia sorella e con me di mia madre e del tempo che fu e di come fossi intelligente...e anche un'altra.
Io mi sento dire che sarei intelligente dagli sconosciuti.
E' odioso!
Perchè per me l'intelligenza è una disgrazia.
Perchè non puoi fare a meno di cercare di capire.
Intelligere, leggere e capire.
Perchè non puoi fare a meno di pensare alle conseguenze.
Perchè quello che gli altri sentono e vivono io sono costretto a capirlo...e non vivo.
E sbaglio.
E sbaglio.
E sbaglio.
E non capisco giusto.
E faccio qualcosa convinto che sia il meglio possibile e succede il contrario.
Per me la vita è una serie di errori.
Per fortuna che non è eterna.






Rush - Closer to the heart

And the men who hold high places
Must be the ones who start
To mold a new reality
Closer to the heart
Closer to the heart
The blacksmith and the artist
Reflect it in their art
They forge their creativity
Closer to the heart
Closer to the heart

Philosophers and ploughmen
Each must know his part
To sow a new mentality
Closer to the heart
Closer to the heart
You can be the captain
I will draw the chart
Sailing into destiny
Closer to the heart



Navigando nel  destino...evvabbè.
Ma io vedo il fato, tutti i giorni il caso ci costringe a deviare!
Mai visto il destino.

mercoledì, ottobre 22, 2014

Tanto per ricordarsi questo giorno

Comiciare una storia, una storia di qualsiasi tipo, con una canzone che s'intitola Memorial Embers, braci commemorative, non mi pare molto indicato.
Ma me ne sono accorto troppo tardi, in inglese sono scarso.
Oggi che sono chiaramente diventate braci commemorative,  sorrido e penso al destino.


domenica, ottobre 19, 2014

Immagini bucoliche di un inizio autunno in ritardo

Qualche immagine bucolica di un inizio autunno che sembra ancora fine estate se non fosse per la foschia, con 2 fotografie di animali ripresi di spalle, di cui l'ultima è quella del qui scrivente fotografante ciclotrasportato.
La chierica, ormai molto più che incipiente, è un chiaro segno di santità. Per l'aureola volevo presentare richiesta ma essendo ateo non ho trovato l'ufficio preposto.
Scusate le spalle, non stavo facendo pipì.









domenica, ottobre 05, 2014

Domenica 5 ottobre 2014, pedalare per non pensare

E non si riesce mica, si pensa lo stesso.
Metto qualche foto del castello di Pandino, dimora di caccia dei Visconti. Sembra una costruzione militare ma è una dimora di svago.
Intervallo con gregge pascolante nelle vicinanze.