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lunedì, ottobre 08, 2018

1,2,3...

SOROS
Paura eh!

[Il sonno della ragione genera mostriciattoli (che non si chiamano Soros)]


domenica, ottobre 07, 2018

Ma chiudete anche le stazioni del metro!

E chiudono i porti e anche gli aeroporti.
Ma chiudete anche le stazioni dei treni tanto che ci siete!
Il governo del cambiamento che cazzo se ne fa dei treni?
Teletrasporto libero per tutti (tranne che per i clandestini, che fanno i terroristi, che al mercato mio padre comprò).

venerdì, settembre 28, 2018

Un debito non ancora "contratto"

Mai visto gente festeggiare perchè vuole indebitarsi ancora di più.
La manovra del popolo la chiamano.
Vabbè... pure i riccastri del rinascimento ogni tanto buttavano denaro al popolo, ma era denaro che tintinnava quello.

Se la rivoluzione culturale è questa...

sabato, settembre 08, 2018

Ora e sempre 8 settembre

Una delle date più utilizzate da tutta la propaganda italiana, si gioca il primo posto in classifica con Caporetto.
E, come per Caporetto, guardando un poco in profondità, senza arrivare al dettaglio, già si nota quanto la vulgata, da sempre attenta non a ricercare le cause ma a trovare un colpevole da utilizzare nella cerimonia del capro espiatorio, sia ricca di preconcetti e pregiudizi.
Comunque, come per Caporetto in cui ci fu la rotta dell'esercito, in quell'8 settembre 1943 ci fu la rotta dello stato intero e in capo a meno di un mese l'Italia si ritrovò divisa in 2 zone occupate, in una delle quali sopravviveva, formalmente, uno straccio di un governo legittimo.
2 zone occupate.
Dunque piantatela di spaccarmi i coglioni con la storia della guerra civile.
Anche l'argomento minimo per giustificare questa fantasia della guerra civile - c'erano italiani da una parte e dall'altra dunque una dose di guerra civile deve esserci stata per forza - è di una idiozia indegna di un bambino dell'asilo.
Non vi piace la parola liberazione?
Non usatela.
Sicuramente fu guerra.


sabato, settembre 01, 2018

Luigi Luca Cavalli-Sforza

Lo vorrei ricordare con un'impressione, un'immagine che ho ora, avendo letto alcuni suoi libri: un uomo che sapeva andare in una direzione continuando a guardare il panorama.

Or ora se non ora quando allora?

In Brasile bruciano i campi degli immigrati venezuelani.
L'Argentina è sull'orlo di una nuova crisi monetaria (qualunque cosa voglian dire queste 2 parole).
In Ucraina continuano a ammazzarsi come in Siria.
La situazione nel Mediterraneo la conosciamo.
Con tutto questo l'Unione Europea, attraverso la bocca del suo massimo rappresentante (ma questa Unione ha dei rappresentanti e uno di loro massimo?) se ne esce con la ferale proposta di decidere se usare solo l'ora legale o quella solare.
Mi vien spontanea e impellente dalle mie più profonde viscere una domanda: qual è la definizione di presa per il culo?

mercoledì, agosto 29, 2018

Insomma, voglio dire...

Cioè - tanto per partire male - io di politica non parlerei anche.
Ma, tra i 2 contraenti del contratto, ecco, con uno non ho mai avuto niente in comune. Anche come trattano le lingue, voglio dire, un conto è parlare all'osteria, un altro scrivere.
È l'altro che - no, non mi sorprende né mi delude - non si capisce cosa stia lì a fare. Sarà che la fiducia è una cosa seria mentre un contratto (una scrittura privata?) è tutta un'altra cosa, ma tenere bordone al fascionazionalsovranismo (ma la Padania è morta?) e ogni 2x3 paventare attacchi allo stato, agli italiani, all'economia dello stivale da parte di imprecisati poteri forti (stranieri, ma Soros l'ha già cooptato Orban) e seminare la paura di un settembre mercantilmente nerissimo (che probabilmente così sarà)... insomma... al lupo, al lupo!
Se lo chiamate, se lo cercate, il lupo siete voi.

Oggi ho compiuto 56 anni e sono stanco, però sono riuscito a scrivere un post veramente, ma veramente di merda (nella forma ma credo non nella sostanza).
Mi faccio i complimenti da solo.

domenica, agosto 26, 2018

Oggi, Milano, via Gluck

E non sono neanche un patito di Celentano.



























domenica, agosto 19, 2018

Rivoluzione!

Ha da venì Copernico.

Popolo, massa e...

E se applaude, o fischia, è solo pubblico.
Nei teatri esiste, o esisteva, la claque.

giovedì, agosto 16, 2018

Intermezzo invariante, ovvero delle cose che non cambiano

Nooooooooooooooooo... niente politica, oggi parlo di cose serie.
Una barzelletta che ho sentito oggi.

Le funzioni matematiche danno una festa.
Ci sono i seni e coseni che ballano sinuosamente, le funzioni irrazionali che fanno strani salti sulla pista da ballo e anche quelle lineari corrono da una parte all'altra della sala ma, seduta in un angolo, triste, sta la funzione esponenziale.
Le altre funzioni si accorgono che è l'unica che non si sta divertendo e vanno da lei per cercare di coinvolgerla.
"Dai, vieni con noi, è divertente. Integrati!": dicono le funzioni a quella mogia funzione esponenziale.
La funzione esponenziale, con uno sguardo quasi disperato di una tristezza infinita così risponde: "Non serve, è inutile, non cambierà nulla".

Dall'altra parte della spirale (in senso galattico)

In questi momenti di solita polemica ma con in più fantocci di tribunali speciali che sentenziano e sanzionano (vigili urbani speciali?) da tutti i pulpiti telematici  mi convinco sempre di più che il popolo non esiste.
Esiste la massa e i suoi comportamenti sono gli stessi in ogni epoca e in ogni luogo. Elementi di questa massa, che non sono persone ma personaggi come gli attori, i politici, giornalisti, persone dotate di megafono insomma, cercano di spingere parti del gregge, della mandria, del branco o chiamatelo come volete, nelle direzioni che la loro fantasia suggerisce, fregandosene di tutto e di tutti.
In questi periodi di massa debordante, per non rischiare di esserne travolti, meglio isolarsi, come i monaci medievali o come la seconda fondazione di Asimov.

Dalla "democrazia diretta" alla condanna in diretta, con pena pecuniaria comminata dal governo.
Il prossimo passo quale sarà?
Chiudere quell'aula sorda e grigia per sostituirla con con uno scranno di cittadinanza su una piattaforma virtuale privata?

Una delle battute che ho letto in rete, credo qualche mese fa, che mi ha fatto sorridere anche se non l'avevo capita completamente - pensavo si riferisse a una vaga somiglianza fisica - diceva: Di Maio è più credibile come fascista di Galeazzo Ciano.
No, non si riferiva al fisico e, ora, non sorrido più.

P.S.
Guardando fuori dall'Italia mi viene da sorridere anche di meno.

martedì, agosto 14, 2018

Sono un analfabeta disfunzionale e me ne vanto

Premesso che gli stati notoriamente più famosi per il crollo di ponti - non parlo solo di quello  di Tacoma, ma proprio per la quantità di crolli - sono gli Stati Uniti,mi sorge una domanda biliosa.
Se il web è pieno di "analfabeti funzionali" che poco sanno ma straparlano di tutto, quelli che appena un'oretta dopo il crollo hanno già individuato i colpevoli di questa disgrazia in Monti, Renzi, e mettiamoci anche Berlusconi, tutti i ministri dei trasporti e presidenti del consiglio che si sono succeduti da quando il ponte è stato costruito,  tranne gli attuali, loro, che tutto sanno e su tutto sentenziano, cosa sono?

Perchè, seguendo il loro ragionamento, se i responsabili del crollo del manufatto sono i precedenti sopra citati, i responsabili dei morti sono solo gli attuali, avendo solo loro, da qualche mese a questa parte, qui e ora, hic et nunc, here and now, il potere di impedire il passaggio su opere pericolanti.
Oh, per chiudere i porti ad alcuni natanti ci hanno messo 5 minuti, eh!


martedì, luglio 31, 2018

È da fessi...

Migliaia, milioni, miliardi di barbari stranieri et foresti vengono di domenica a guardare, senza pagare la "giusta" mercede, il bellume che giace esposto nei nostri musei (su quello che sta nei magazzini stendiamo un velo pietoso).
Dovremmo noi rinunciare a quest'importante introito per le casse dello stato?
No!
Facciamoli pagare, è da fessi non vendere la cultura un tanto al chilo.

E la fontana di Trevi quando la vendiamo?

martedì, luglio 17, 2018

17 di luglio

Dopo 4 anni continuo a ricordarlo.
Non scrivo altro.