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lunedì, ottobre 28, 2013

La vita spiegata ai composti inorganici (in pseudo-romanesco)

"E' tutto un magna-magna".
"Ma allora chissà quanto se caga"!
"Ce se magna pure quella".

giovedì, ottobre 24, 2013

La dialettica ai tempi di internet

Da una tesi, che potrebbe essere "2+2=4" oppure "il cielo è azzurro" o anche "la meccanica quantistica mal si presta a risolvere i problemi del debito pubblico del Botswana" nasce un'antitesi che potrebbe essere "i gatti non sanno contare" oppure "il cielo è una canzone di Renato Zero" o anche "preferisco parlare di economia quantistica solo se sono vestito in rosa" da cui si procede verso un unificante, generale e corale, immenso VAFFANCULO!!!

Dio stramaledica la tastiera!

martedì, ottobre 22, 2013

Primo brumaio

Tra le cose belle della rete c'è il doodle (oltre alle sigle odio anche sti cazzo di nomi) di google di oggi che ci ricorda che è l'anniversario del primo lancio col paracadute e che il 22 di ottobre corrisponde al primo di brumaio.

lunedì, ottobre 21, 2013

Boh...

Capisco il sadomasochismo, capisco il bondage ma capisco meno i virtuosi dello shibari intrisi di paroloni giapponesi che dubito capiscano quello che scrivono, capisco il sangue quando non mette in pericolo la salute generale della persona, non capisco i cuckhold ma non mi sforzo nemmeno di capirli mentre capisco le sweet e i bull, arrivo a capire il pissing ma non parlatemi nemmeno dello scat, ma mi basta tenermi lontano e che si rotolino pure nel loro fango.
Quando però vedo gente, per lo più sono ragazze, che si monta a vicenda con la loro anoressia smetto di capire e mi viene anche un po' di paura.
E per me è solo web.

Volevo scrivere altro è venuto fuori questo. La lista dei miei boh è lunghissima.

sabato, ottobre 19, 2013

Paradosso temporale

Aspettò così a lungo, seduto sulla riva del fiume, che vide passare il cadavere di sé stesso.

venerdì, ottobre 18, 2013

Dell'antipatia dell'occidente per i sottomarini russi

Gira la pubblicità del sottomarino russo che emerge, naturalmente facendo danni, in via dei mercanti a Milano. Siccome me la devo sorbire quasi ogni volta che voglio ascoltare musica su youtube mi è venuto in mente che i sottomarini russi sono odiati dalla filmografia dell'occidente felice e capitalista.

Ci fanno anche dei bei film, caccia a ottobre rosso lo è sicuramente, ma questi sottomarini devono affondare, essere rubati dopo aver fatto danni o, come nel caso della pubblicità che sta girando ora, fare semplicemente danni.

Metto un video della campagna pubblicitaria preso un po' a caso fra i vari che si trovano su youtube:




Poi, girando in rete, ti capita di trovare un video come quello che metterò alla fine di questo scritto, che ti riporta alla realtà e ti ricorda del Kursk e di chi lì dentro trovò la morte.
Una traduzione del testo della canzone in inglese la potrete trovare CLIKKANDO QUI.
La canzone s'intitola Capitan Kalishnikov (la traslitterazione non è esatta  ma segue la prununcia e non capisco perchè ci si ostina a scrivere Lenin quando si dice Lienin). Non ci provo nemmeno a tradurre dall'inglese all'italiano, non sono un sottomarino russo e non voglio far danni.











niente da scrivere



niente da dire. ascolto.

mercoledì, ottobre 16, 2013

Matrimoni

I matrimoni sono una gran rottura di palle!
Quelli degli amici ancora ancora. La probabilità che oltre all'amico impegnato a compiere l'insano gesto ci siano altri amici è abbastanza alta e così ci si ritrova insieme al tavolo degli amici dello sposo, della sposa non mi è mai capitato, e ci si ubriaca sobriamente per far passare il tempo che avrebbe potuto essere meglio impiegato. Un'ubriacatura sobria che ottenebra leggermente la mente ma non stronca importanti funzioni vitali, come l'equilibrio, la pudicizia e la digestione.
Quelli dei parenti sono insopportabili.
A parte quelli a cui ho dovuto assistere da bambino perchè provengo da una famiglia che non può permettersi una tata e così deve, deve, portarsi il pargolo appresso ho presto imparato ad inventarmi le scuse più improbabili per scantonare la tragedia. Non dovevo neanche sforzarmi per inventare delle scuse credibili, lo sapevano tutti che non mi piaceva e dopo qualche mugugno lasciavano perdere la loro misericordiosa opera di inserimento sociale. Uno dei pochi vantaggi che ho avuto dall'essere "particolare", il non avere i coglioni sfranti per un tempo troppo lungo. Strano e difficilmente convincibile, lasciamo perdere, pensavano i parenti.
Ma capita, occorre e succede che ad alcuni si debba partecipare e oltre che sentire il mio senso estetico deperire ad osservare lo sfoggio di abiti improbabili che fasciano corpi brutti anche da nudi, e passi per gli sposi che sono obbligati a confezionarsi per il giorno più bello della loro vita come fossero delle torte di una pasticceria kitsch, forse per assomigliare alle statuine prodotte in serie che si mettono in cima alla torta monumentale, l'unica cosa che mi piaceva da bambino dei matrimoni ma che dovevo mangiarne poca, anzi, pochissima, perchè se no poi il pupo sta male, e a me i tortellini in brodo che mi ingozzavano per forza prima della torta fanno schifo tutt'ora, ma si doveva provare tutto, su , dai, provali almeno, ma io vedevo quella torta e mi ci sarei tuffato dentro, altro che quelle cose che galleggiavano in un liquido giallastro, così buoni col sugo ma per farmi un dispetto li stavano affogando in un liquido che aveva tutto l'aspetto di piscio caldo fumante.
Il primo amico che si sposò era vestito come un becchino in alta uniforme.
Se il matrimonio è la tomba dell'amore lui si era già portato avanti.
Il peggio è che anche io mi devo vestire in una maniera che non mi è usuale e che non mi piace.
Ma la cravatta no!
Se proprio devo entrare in un posto in cui è necessario metterla la metto anche, piuttosto che star fuori.
Ma ad un matrimonio, no, no, no!
La mettiamo tutti mi dicevano gli altri amici invitati, perchè tu no?
Io la cravatta non la indosso, se mai mi dovessi impiccare userei una corda.
Forse ci furono scommesse, forse qualche altra cazzata tra amici. Fatto sta che al mattino, quando arrivai sul sagrato, gli amici mi vennero incontro.
"Ah ah ah"
"Eh, eh, eh"
"Ih, ih, ih"
"Non hai la cravatta."
"Certo che ce l'ho cravatta."
"Ma se hai anche il colletto della camicia aperto?"
"Ho la cravatta e il colletto della camicia aperto."
"Dai, su...non hai la cravatta. L'avevi anche detto..."
Misi la mano in tasca e tirai fuori la cravatta.
"Ce l'ho la cravatta."
Rimisi la cravatta in tasca.
Al matrimonio di mia sorella feci l'autista.
Fare qualcosa che per altri è lavoro mentre la gente si diverte e mi permette di scantonare la massa dei parenti, e delle amiche e amici di mia sorella che era quanto di più lontano da me si potesse immaginare, è una soluzione accettabile.
Peccato che non abbia trovato un berretto da chauffeur, quello lo avrei indossato. 


martedì, ottobre 15, 2013

Navigo in acque stagnanti

Morirò per sopravvenuta decomposizione.

(mi scuso per l'adolescentesità di quanto scritto sopra ma non sono mai cresciuto)

lunedì, ottobre 14, 2013

Spot TV atlante geografico su Corriere della Sera



Negli anni in cui questo spot (spot è anagramma di post, curioso) veniva trasmesso i Leopoldi Pirelli sbavavano dalla gioia e i giornalisti ricordavano al mondo che Marx aveva messo incinta la cameriera e che aveva soldi in banca.
Io scoprivo la Trabant.
Di quello che stava succedendo al di là della cortina di ferro, dismessa per ruggine, avevo idee molto vaghe.
Questa reclame è una delle poche che, credo, abbiano assunto l'importanza di documento storico.
Interessante notare che il video e' stato registrato da retequattro, la televisione sparita in virtù delle leggi sulla concorrenza capitalistica.
O no?

Comunque

...comunque il mondo cambia ma i sottomarini che sbagliano il punto di emersione  e sbucano in centro città sono sempre russi....

venerdì, ottobre 11, 2013

Ottimismo gente! Non c'è più il bicchiere, la bottiglia é vuota e, nonostante questo, dobbiamo metterci il pannolone per contenere le perdite.

Vivo in un mondo in cui c'è ancora chi crede che i post di Grillo siano stati scritti da Grillo.
Come potrei avere qualche speranza...


sabato, ottobre 05, 2013

Non fare l'arabo

Tra i vari documenti che dovette portare al consolato, per avere il visto, c'era anche il certificato di battesimo.
Doveva andare in Iraq, allora lo si scriveva solo com la q.
Era il periodo della guerra con l'Iran, ma volevano lo stesso essere abbastanza certi di non aver a che fare con gli ebrei, credo.
Andò mia madre nella casa parrochiale a richiederlo e trovò il prevosto.
Quando tornò a casa mi disse che il parroco le aveva detto di dire a suo marito, mio padre, di stare attento, che gli arabi non sono come noi, sono cattivi, ed è per questo che qui da noi quando i bambini non obbediscono e fanno i birbanti gli si dice di non fare l'arabo.

Desperately seeking a sense of humor

In TV c'è il caimano, non l'ho mai visto e non mi va di vederlo.

Mi ero iscritto, meno di un mese fa, ad un sito bdsm.
Purtroppo è un social network tipo facebook con i numeri di un sito porno.
Cerco di spiegarmi.
In un sito porno, almeno quello che ho frequentato per un po', la presenza femminile è inferiore al 5% degli utenti (si fa presto a stimarla). Nel sito bdsm, anche se non ha una funzione ricerca (il che lo rende anche poco utilizzabile) grosso modo si arriva alla stessa percentuale.
Rispetto al sito porno le foto, sia come soggetto che come esecuzione, sono immensamente meglio, vuoi perchè il campo di ripresa si allarga ben oltre le parti basse sia perchè il campo delle fantasie è molto più vasto. Ci sono anche molti fotografi professionisti e trovo che alcune loro opere sono pezzi d'arte.
Ma le foto si trovano dappertutto.
Quello che mi interessava erano le persone. No, non perché le trovi strane o distanti, proprio per il contrario, almeno su alcune cose. Se il sangue non mi attira ma non mi fa ne caldo ne freddo non voglio assolutamente vedere merda, per essere chiari.
Il difficile è trovare chi, principalmente per 2 motivi.
Il primo è che non voglio fare quello che è stato un esperimento già fatto nel sito porno, cioè mandi inviti quasi casuali a 100 profili e la maggioranza accetta, ma poi non succede nulla, neanche un ciao. Ma in questo sito bdsm è difficoltoso trovare i profili che cerco in un tempo accettabile, mancando appunto di una funzione di ricerca. Si è costretti, per avere qualche contatto umano, a scartabellare profili sulla base della provenienza, che vuol dire smazzarsi pagine e pagine di profili di utenti per la maggior parte maschi o a iscriversi a gruppi in cui le discussioni vertono su argomenti tipo cristianesimo e bdsm o le solite polemiche da web tipo eil tizio che si lamenta che le fanciulle che non accettano la sua amicizia sarebbero fighe di legno. C'erano anche tante discussioni su argomenti tecnici ma non mi interessavano e non avrei saputo che dire. Non ho particolari preferenze tra corde di canapa e quelle da montagna, per esempio. Né saprei dire i vantaggi e gli svantaggi di un bastone rispetto ad una frusta.
Il secondo motivo si presenta quando trovi un profilo di qualcuna con cui si potrebbe avere qualche contatto, i qualcuno potrebbero interessarmi per scambiare opinioni ma non li ho cercati.
Accidenti, essendo poche quelle che sembrano reali devono essere subbissate di richieste, dunque nelle loro presentazioni c'è quasi sempre la richiesta di presentarsi prima. Lo trovo giusto, fintantoche non chiedano di non essere banali, e come si fa a non essere banali, gli scrivo una barzelletta per presentarmi? Oppure quelle che si vantano di avere una vita meravigliosa con un master tanto ma tanto master che riesce a masterizzare i cd con il solo sguardo e si vantano di sbattere lla porta in faccia a quasi tutti.
OK, cambio pagina, ma anche il sito, se proprio devo perdere tempo mi metto a giocare a tetris piuttosto che contattarti.
Comunque con qualcuna ho avuto qualche scambio.
Una e' una vecchia conoscenza di Second Life trovata lì, quasi un carramba che sorpresa, non ci eravamo scambiati la friend in SL ma è stato come trovarsi tra connazionali all'estero, un'altra che scrive poesie con un ritmo fenomenale e mi ha contattato lei, un altro paio per altri motivi del tipo qualche foto che ho messo e che aveva commentato  e l'ultima, che è stata la prima a cui ho scritto.
L'avevo contattata per quello che aveva scritto nella sua presentazione che me la faceva percipere come una seria che aveva trovato la maniera per convivere serenamente con le sue emozioni da soumise (sottomessa è una parola che non mi piace come suono, per me le migliori sono questa francese e lo spagnolo sumisa).
In quel sito, tra amici, c'è la possibilità di scrivere pubblicamente sulla pagina  l'uno dell'altro.
Leggendo la sua pagina mi sono imbattuto in un  "brava cagnetta" lasciato da un suo dom o ex-dom (dominatore, non proprio un master ma di fare qui la classificazione non ho voglia e francamente mi interessa anche poco, ho notato che nell'ambiente c'è una tendenza all'iperclassificazione che è solo noiosa).
Io odio i vezzeggiativi nei rapporti D/s. Cagnetta, schiavetta, mi fanno letteralmente cagare.
Ma c'è una cosa in più. Se è messa in pubblico invece che scritta privatamente vuol dire che il tizio che l'ha lasciata non è un Dom, se Dom si può essere, ma solo un cane che piscia per marcare il territorio, cosa che non è rivolta alla sua sub ma ad altri Dom e master.
Io li chiamo Domgiovanni possessivi. E non mi piacciono le sub che cadono tra le dominanti braccia di questi cafoni ripuliti, per partito preso e senza tanti perchè.
Ma perchè va sempre a finire che mi piace quello che poi non mi piace?
Per il momento non mi sono ancora cancellato dal sito, ma, come per facebook, dove però sono io che non voglio apparire come persona reale,  in manccanza di scambi diventa una fiera della condivisione difficilmente filtrabile in cui leggo cose ritrasmesse da amici ma scritte da persone che magari mi odiano o che io trovo odioso quello che scrivono...ho perso il filo, che stavo scrivendo?
E, in quel sito, manca del tutto il senso dell'umorismo ed è una cosa veramente tremenda.
I master che si vestono come il mago Otelma non mi fanno ridere.

Non correggo e pubblico, serata noiosa e non avevo niente di meglio da fare. Sarebbe meglio che chiuda il PC e riprenda a fare qualcosa.
Lo so che è scritto di merda, non ho le idee chiare.

Allego il mio profilo in quel sito :

Per quello che potete sapere, nonostante le foto, il codice fiscale e anche il passaporto, potrei essere un criceto scappato dalla gabbia perchè stufo di correre sulla ruota che sta ballando il tip tap sulla tastiera.
Tratti distintivi della mia personalità:
  • Mi sono scassato la minchia
  • Mi avete scassato la minchia
  • La minchia
  • Conosco diversi sinonimi di minchia, ma minchia suona veramente bene
  • No, non sono siciliano anche se mi piace dire minchia
  • Non mi va di vedere scritto Dom a fianco del mio nick perchè sono di Milano e non so che minchia farei con una madonnina in testa
  • Sono fine e delicato, cazzo! Che è un sinonimo di minchia

Desperately seeking a sense of humor...

maybe this is not the right place.

mercoledì, ottobre 02, 2013

Verona 1958




Il servizio militare di mio zio fu breve, pochi mesi passati per lo più nell'ospedale militare di Verona.
Una malattia polmonare lo costrinse al ricovero, prima nell'infermeria della caserma dove era ancora recluta per poi essere trasferito nell'ospedale militare di quella città che curava anche i soldati americani stanziati nelle basi italiane.
Tralascio il racconto di fatti personali, dico solo che mio zio guarì e la malattia non ebbe strascichi.

Il personale era italiano ma, almeno in parte, l'attrezzatura era americana. I termometri avevano la scala graduata in fahrenheit, cosicché mio zio si ricorda di aver visto più volte la sua temperatura corporea superare i 100°F, una normale febbre ma ad essere abituati ai gradi centigradi fa un po' impressione leggere una temperatura corporea superiore ai 100°.
Erano, per come me li ha descritti, termometri più piccoli di quelli che si usavano normalmente negli ospedali e nelle case italiane, molto resistenti, quasi indistruttibili. Forse solo perchè erano fatti di plastica e non di vetro, ma di questo non sono sicuro.

Mi chiedo come mai uno strumento di misura contenente mercurio sia stato costruito per anni e anni, ancora ben dopo l'invenzione della plastica, con un involucro di vetro, fragile e delicato. Forse per far contento quel medico di un ospedale pubblico lombardo che, tra gli anni '80 e '90, li rompeva uno a uno per estrarne il mercurio con cui riempiva lo sfigmomanometro del suo studio privato (episodio raccontatomi da studenti di medicina che in quel periodo stavano facendo pratica clinica in quell'ospedale). Magari lo troverete strano ma anche il mercurio, come ogni liquido, evapora e ogni tanto uno sfigmomanometro costruito con quella tenconologia, forse non perfettamente costruito, ha bisogno di un rabbocco.

I degenti erano ricoverati in camerate nei vari reparti come un in normale ospedale: medicina generale , chirurgia...ma non c'era una divisione per nazionalità dei pazienti.
Quello che mio zio mi racconta di quel periodo non sono le vicende legate alla sua salute ma di come conobbe un sergente americano che parlava abbastanza bene l'italiano, come lui lì ricoverato. Di tutta la sua lunga degenza, di cui enfatizza solo la noia, mi parla sempre di quella volta che vide il sergente seduto al tavolo che stava al centro della camerata.
Se ne stava seduto ed era concentratissimo, assorto tra fogli e foglietti sparpagliati sopra a quel tavolo. Le ore passavano e lui se ne stava lì, sempre seduto, attentissimo a quello che stava facendo.

Gli ospedali sono un po' come le prigioni, quelli militari hanno anche le guardie. Un maresciallo dei carabinieri, credo addetto alla sicurezza ma che come per i degenti non aveva altro da fare che passeggiare tra i reparti e tirare la fine del turno passò di lì, vide il sergente, gli si avvicinò per salutarlo e, vedendo la quantità di carta sul tavolo, chiese che stesse facendo.
Il soldato americano, quasi sudato come racconta mio zio, alzò gli occhi verso il maresciallo e spiegò che stava compilando la dichiarazione dei redditi.
Parlottarono un po' a proposito della quantità di carta e a cosa questa servisse.

Tanto tempo è passato da quando in quell'ospedale furono dette quelle parole e ricostruire un dialogo sarebbe solo un artificio narrativo.
In realtà mio zio ogni volta che racconta questo episodio della sua vita cambia qualcosa. Qualche volta il maresciallo si mette a ridere e dice al sergente di stracciare tutto, altre volte di aumentare le spese detraibili e stracciare le ricevute di queste, che tanto chi vuoi che controlli, sono solo pezzettini di carta che si possono perdere, oppure arriva a descrivere dettagli, secondo me inventati o esagerati, come quello di una ricevuta per uno spazzolino da denti.
Solo il finale è sempre rimasto invariato nel suo racconto. Un finale in cui il sergente guarda serissimo il maresciallo ridacchiante e dice:
"Da noi non è come qui in Italia. Il nostro fisco, se sei corretto, arriva quasi a farti degli sconti, a premiarti. Ma se trova qualcosa che non va, che hai dichiarato il falso o non puoi dimostrare quello che hai scritto, ti si attacca addosso e non molla la presa. Non c'è da scherzare".

L'IRS, Internal Revenue Service, il fisco americano per farla breve, la bestia nera degli statunitensi. Un rottweiler incrociato con un pitbull che, ancora oggi, non fa dormire sonni tranquilli ai cittadini di quel paese, tanto che le cliniche psichiatriche che si trovano a curare quei disgraziati incappati nelle grinfie di quel mostro consigliano, per rilassarsi e riprendersi dallo choc, di andare in vacanza in Equitalia.