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domenica, agosto 25, 2013

I miei denti e la Gioconda

Nel luglio 1982 ho visitato, per la prima e unica volta, Parigi.
3 giorni, alloggiando all'ostello della gioventù in un sobborgo della capitale francese, abbastanza vicino ad una fermata del metro o della RER, che comunque  è sempre una specie di metro.
Ah, Parigi... anche se non ci fossi stato sarebbe stato lo stesso. Magari ad abitarci per qualche tempo avrei delle opinioni diverse, ma da turista, Louvre compreso, ho ricordi di posti migliori.
Non mi piacciono le grandi città imperiali. Per quanta bellezza possono contenere le trovo troppo grosse, dispersive e antipatiche.
E' un'impressione che ho avuto per tutte e 3 le città imperiali che ho visitato, Londra, Parigi e Vienna. Per quanto diverse l'una dall'altra non mi hanno lasciato grandi ricordi.
Ci sarebbe anche Roma da mettere tra le grandi città imperiali che ho visto, ma credo sia così solo di nome. Roma mi è piaciuta molto, ma perchè non è una città, o meglio, non è solo una città. Roma è stata una grande città imperiale, ma non lo è più da lunghissimo tempo, cosicchè, visitandola, invece dell'impressione di dispersione data dai viali troppo larghi, di stare a guardare una vetrina con statue dorate al posto dei manichini o di essere entrato in un supermercato costoso esteso per decine di ettari, Roma mi ha dato la sensazione di essere una serie di villaggi, ognuno con la sua piazza non esageratamente grande, e dopo qualche passo un bosco, spostandosi ancora di poco un libro di storia illustrato, girando lo sguardo dal libro ci si ritrova in un altro villaggio con i suoi abitanti in strada per il mercato...Roma è Roma perchè Roma non esiste.
Ma torniamo nel sobborgo di Parigi, in quell'ostello della gioventù.
Non è un'obbligo credo, ma in diversi ostelli in cui sono stato i bagni non erano separati per genere. Quello di Parigi fu il primo in cui alloggiai con questa caratteristica.
La prima mattina che mi svegliai, dopo che la sera prima avevamo montato la tenda nel prato antistante l'edificio (in alcuni ostelli potevi usufruire dei servizi, bagni, cucina, sala di ricreazione se c'era, e piantare la tenda in giardino, risparmiando) andai in bagno per la toeletta mattutina. C'era una serie di lavandini attaccati a una parete con gli specchi e opposta a questa una serie di vani doccia.
La doccia appena sveglio non credo di averla mai fatta; mi alzo talmente rincoglionito che, anche se la doccia mi svegliasse, rischierei incidenti da pronto soccorso ogni volta. Ciò che mi serve al mattino è un lavandino e uno specchio per riassetare il pelo, nient'altro.
Mi stavo lavando i denti quando entrò una ragazza che occupò il vano doccia alle mia spalle. Io non mi ricordo se quei vani doccia fossero dotati di tendina, la porta sicuramente non c'era.  Quello che mi ricordo e che nello specchio in cui stavo controllando il lavoro di pulizia dei denti apparve una ragazza completamente nuda che apri l'acqua e cominciò a insaponarsi, accuratamente.
Lo spazzolino da denti continuava ad andare su e giù, automaticamente, ma i miei occhi non controllavano più quello che stavo facendo ma erano fissi a guardare quella ragazza che si stava lavando.
Ora posso dire che fui particolarmente colpito dal suo completo disinteresse per quello che le accadeva intorno, dall'andirivieni delle persone che entravano e uscivano e dai miei occhi fissi su di lei, seppur riflessi dallo specchio. Si stava semplicemente lavando.
Era tutto così diverso dal mondo degli alberghi e delle pensioni che avevo frequentato in Italia!
Con dei denti pulitissimi andai al Louvre.
Credo che possiate capire perchè del sorriso della Gioconda, che vidi dal vero quella mattina, me ne frega men che nulla.

domenica, agosto 18, 2013

Anche oggi giro a Milano

Anche questo pomeriggio ho girato in bici un po' di vie del centro di Milano.
Ecco una parte delle foto che ho scattato, senza ritocchi. Alcune sono state scattate in movimento.






















The Wind Rises - Trailer

Il nuovo film di Hayao Miyazaki.
Un film che dicono sia antimilitarista raccontato mediante la figura di Jiro Horikoshi, il progettista del Mitsubishi A6M, meglio noto come Zero.

venerdì, agosto 16, 2013

Giro in bici a Milano nel pomeriggio di Ferragosto

Non è stata una buona idea farlo in bici da corsa. Tra il pavè sconnesso e le gomme sottili, i binari del tram e le scarpette con gli attacchi ai pedali e, per 
 lunghi tratti, una mano impegnata a tenere la macchina fotografica,ho dovuto dar fondo alle mie doti d'equilibrista per non rovinare a terra.
Conosco poco Milano per quanto ci abiti vicino dalla nascita. E' una città dalla pianta complicata.
Ho preso l'occasione di questo Ferragosto per girarla un po', limitandomi al suo centro, all'interno di quella che un tempo era la fossa interna. Non ho percorso tutte le vie, viuzze, piazze e piazzette che avrei voluto ma molto di nuovo ho visto. Una Milano di vie strette, persino tortuose, così diversa - e anche silenziosa nel pomeriggio ferragostano - da quella dei pochi monumenti famosi, assaltata dai turisti, e dalla Milano frenetica della banalizzante pubblicità.

 E dopo, qui a sinistra, l'immagine riflessa di quello che non è un monumento, né d'arte né di cultura,  ma di colui che queste fotografie ha scattato, lascio parlare le immagini di viali poco trafficati, piccole vie e altro che ha attirato la mia attenzione, immagini che hanno come solo filo conduttore il mio quasi casuale giro in bicicletta in centro cominciando dalla classicissima, banalissima e giàvistissima foto del Duomo.
Solo una cosa ancora: Milano è una città contorta. Consiglio di leggere, a chi non l'avesse già fatto, il Paradosso di Porta Ludovica, scritto da Umberto Eco.


MILANO IL FERRAGOSTO 2013