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mercoledì, marzo 09, 2011

Un estratto dalla Seconda Commedia.

Un estratto dalla Seconda Commedia.


Voglio qui riportare un estratto di un’opera teatrale che si rappresentava tanto tempo fa, quando era ancora in uso il monitor per poter vedere, ma non ancora entrare dentro, altri mondi. Gli ologrammi interattivi, che adesso sono il mezzo normalmente adoperato per poter vivere le nostre molteplici vite, erano lungi dall’essere inventati.
Questa pièce s’intitola La Seconda Commedia, opera in più atti e diverse scene, della quale, in questo articolo, soprattutto per ragioni di spazio, possiamo solo leggerne una piccola parte.
Ho scelto per voi l’Intermezzo tra due atti, quasi un monologo in cui la voce recitante, un narratore, entra sul palco, nel proscenio e, ubriaco, parla al pubblico.
Non voglio annoiarvi oltre con queste inutili premesse, dunque leggiamo.



La seconda commedia.
Intermezzo.

Personaggi:

IL NARRATORE
UN MACCHINISTA
IL PUBBLICO

Mentre si sta chiudendo il sipario e le luci sulla scena si abbassano il narratore irrompe sul palco con passo incerto, tenendo in mano una bottiglia di liquore e vestendo un costume preso a caso in sartoria indossato non completamente.

IL NARRATORE
Fermi! Fermatevi. Non chiudete il sipario. Sono stufo di stare nascosto e raccontare fatti e misfatti dei personaggi di questa commedia senza che nessuno mi veda, Voglio la scena un po’ per me ora. Basta restare nascosto dietro le quinte con la sola compagnia di questa bottiglia.

Un macchinista che si sta preparando a cambiare la scena, pensando che il sipario sia già chiuso, cerca di spostare il narratore.

UN MACCHINISTA
Suvvia, se ne vada, mi lasci lavorare. Altrimenti questa commedia non finisce più e non ce ne possiamo tornare a casa.

Il pubblico rumoreggia.

IL PUBBLICO
Vattene! Cialtrone ubriaco va’ via! Vai a lavorare in fabbrica e lascia fare al macchinista il suo mestiere.

Il narratore si siede sul palco. Il macchinista allarga le braccia sconsolato ed esce di scena.

IL NARRATORE
Non mi sposto da qui finché non avrò detto tutto quello che ho da dire, gentili Signore e distinti Signori.
Non è nemmeno così raro che la voce recitante sia presente in scena, ed io mi sono stufato di stare nell’ombra mentre voi siete qui a recitare la vostra parte, in questa Seconda Commedia.
Già, Seconda Commedia che a volte sembra una tragedia ma quasi sempre finisce in farsa (ride).
Che strana commedia state vedendo!
E qualcuno di voi, mio caro pubblico, ha persino pagato il biglietto per poterla vedere.
Ma pensateci…Di tutte le attrici e di tutti gli attori che avete ammirato e applaudito, siete sicuri di poter sapere di che sesso siano?
O forse dubitate che l’attrice che avete bramato sia un uomo? E che l’attor giovane che tanto vi ha intenerito, mie belle signore, in realtà sia una donna?
Oh! Siamo in teatro, sia chiaro. Questi cambi di genere sono possibili da sempre. Per esempio nel Mercante di Venezia l’ereditiera Porzia e la sua serva Nerissa non hanno nessuna difficoltà a travestirsi da uomini, un avvocato ed il suo scrivano, e riescono ad ingannare i loro mariti. Mi sono sempre chiesto che vista avessero questi mariti, o che abilità nel trucco ci fosse nella Venezia del Mercante perché quest’inganno potesse riuscire così semplicemente. Mariti che non riconoscono le mogli…Mah?!
Ma, gentile pubblico, quando vedete il Mercante non vi fate ingannare dalle barbe finte o dai costumi maschili. Voi sapete che l’avvocato ed il suo scrivano sono in realtà, la realtà della finzione teatrale che state guardando, Porzia e Nerissa. A voi, attento pubblico, non vi è nascosto l’inganno.
Nella Seconda Commedia, che qui stiamo recitando per voi, questo non è possibile. Voi non potete sapere chi è veramente chi.
L’apparenza ha raggiunto un livello di perfezione tale che anche senza costumi, completamente nudi addirittura, il genere sessuale di un attore, o di un’attrice, vi rimarrà sempre il dubbio… (beve un sorso dalla bottiglia).
Non potete mai avere la certezza, in questa recita, che l’attore che vedete in scena non si presenti come attrice nella successiva.
O che addirittura i due attori che litigano contemporaneamente non siano altro che burattini mossi dalle mani di una sola persona.
Sì, qui l’immagine, la propria apparenza, la si può manipolare come si vuole…si può essere come si vuole, e più non dimandare… (ride) .
Qui, su questo palco, siamo come Dio, possiamo creare quello che desideriamo. Siamo i creatori del cielo e della terra…Anzi, la terra no, quella è dei Linden Lab (ride). Semidei comunque lo possiamo essere e possiamo trasformarci in quello che desideriamo.
E tu, rispettabile pubblico, sei sicuro di essere solo lo spettatore di questo spettacolo?
Sei sicuro di non essere anche tu parte di questa commedia?
Forse lo spettatore sono io e siete voi quelli che recitano una parte.
Oppure stiamo tutti recitando in questa strana Seconda Commedia, e lo stare su un palco oppure in platea sono solo diversi ruoli del medesimo show.
Ma è ora che la smetta di blaterare e lasci che la commedia continui. (si alza da terra e leva le braccia al cielo) Come un semidio, allora, dico…Fiat lux…Anzi, in inglese è meglio.
(con espressione estatica, quasi urlando)
Let there be light…The show must go on.

(sul palco si riaccendono le luci).



Potete trovare questo racconto, assieme ad altri interessanti articoli, sull'ultimo numero di EsseElle-Movie Magazine.

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