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mercoledì, settembre 30, 2009

Non c'è solo la Legge di Murphy

Legge di Joyce.
Finche' ti morde un lupo, pazienza. Quel che secca e' quando ti morde una pecora.

Non aveva otturazioni.
Non le puzzava nemmeno l'alito ma è stata tra le cose più brutte che io abbia mai visto.
La sua bocca, contornata dal colore del rossetto che usava, un mattone arancio slavato, spalancata e urlante a 20 cm. dalla mia faccia.

Lo sapevano tutti che era una cretina. Lo dicevano, lo dicevamo tutti. Non si commentavano neanche le sue idiozie così come non si commenta l'evidenza. La cosa era palese già poche settimane dopo che il destino ce l'aveva mandata.
L'errore che ho commesso è stato di non ritenerla pericolosa.
Pazza sì!
Ma non credevo che lo fosse di quella pazzia infida che ti sorride prima di morderti.


Avevamo imparato presto che bisognava ripetere quello che l'alunno ai suoi occhi migliore di tutti diceva durante le interrogazioni. L'alunno ai suoi occhi migliore di tutti lo sapeva e volentieri si prestava a farsi interrogare fra i primi dandoci la possibilità di scrivere le sue risposte per poi riperle quando fosse arrivato il nostro turno. Lui prendeva almeno un otto, gli altri meno, secondo la scala personale, preconfezionata e rigidamente immutabile di colei che avrebbe dovuto insegnare.

Quella volta commisi un errore.
Un errore grave.
Pensai.

La formula da ripetere era:
"...è l'altra faccia della medaglia del rinascimento".
Invece, credendo che l'importante fosse fare paragoni semplici e stufo di dover ripetere le stesse cose che un altro aveva detto prima di me per ricevere poi una paga molto minore, esordii con parole mie dicendo:
"Possiamo considerare l'umanesimo come la miccia che fece esplodere la bomba del rinascim".
Non mi fece nemmeno finire. Sopportai annichilito almeno 20 secondi di insulti urlati. Ma siccome secondo la sua scala personale, preconfezionata e rigidamente immutabile ero da sei, presi comunque sei.
L'anno seguente decise che non ero più da sei e mi morse alla gola.
La settimana prima del morso mi mise un braccio sulle spalle e mi disse, sorridendo, che avrei fatto un'ottima maturità.