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martedì, settembre 08, 2009

La cappellata sistina

Per fare il collezionista d'arte bisogna avere, ed è la cosa più importante, uno spazio adeguatamente grande e rinforzato per poter contenere quel par di tonnellate di cataloghi di mostre o aste e riviste che ogni anno bisogna comprare per dar a vedere, soprattutto a sè stessi, che si è impegnati in 'sì dura attività.
Bisogna altresì partecipare a mostre, personali, collettive o comitive, visitare gallerie, tunnel ed anfratti, per farsi vedere dagli altri collezionisti, pena il rischio di di essere espulsi dal branco di questi solitari cacciatori di capolavori, perché collezionare non è nel cuore ma riconoscersi dall'odore. Un altro luogo di ritrovo lo chiamano vernissage, non so cosa sia, forse perchè non sono collezionista ma vernisseur e un posto con quel nome mi ricorda il luogo di lavoro, dunque me ne tengo lontano.
Il vero collezionista non ammette repliche quando battezza un artista, di cui ha almeno un'opera o brama di possederla più che possedere una femmina, ammettendo in via del tutto ipotetica che questo sia possibile, col carisma del genio. Per inciso, il collezionista è sempre maschio, quando sembra femmina è un trans, e neanche tanto d'avanguardia. Quando si osa, a proprio rischio e pericolo, mettere in dubbio la loro sapienza, esperienza e il loro gusto superiore affinato negli anni frequentando i posti di cui sopra, si viene sepolti, tra insulti e contumelie (cosa sono le contumelie? Boh...Saran dei fiori) sotto una lapide con scritto sopra il tuo nome, il tuo cognome e ben in grande IGNORANTE, data di nascita (una disgrazia) e di morte (un ignorante in meno, gaudemus!).
Io questo errore lo feci molti anni fa e ne sto ancora pagando le conseguenze.
Discutendo con un rappresentante, ancora un vitello per la verità, della mandria dei collezionisti ebbi l'ardire di mettere in dubbio i suoi insegnamenti che con tanto amore e passione mi stava elargendo. Mi scrutò per qualche secondo con un'espressione tra lo schifato e l'affranto, poi, in un inatteso lampo di umanità mi disse:
"Prima di parlare bisogna studiare la storia dell'arte. Tu, per esempio, conosci la cappella sistina del Caravaggio"?
Lo guardai anch'io per qualche momento prima di rispondere:
"No".
Mi sorrise, certo di aver ben compiuto la sua opera di evangelizzazione e, prima di benedirmi e comminarmi la penitenza così parlò:
"Vedi, allora, le tue sono solo parole dette per dar fiato alla bocca. Studia, studia".
Ora, seguendo il suo consiglio ho studiato per tutti questi lunghi anni ma, anche adesso che ho wikipedia che sa tutto, non sono riuscito a trovare quel capolavoro che deve stare alla base di tutte le conoscenze artistiche.
Per favore, aiutatemi voi o sarò costretto a morire IGNORANTE.

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