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martedì, aprile 19, 2011

C'è stato un momento preciso in cui ho capito che era finita.

C'è stato un momento preciso in cui ho capito che era finita.
Era un'azienda vicino a Settala, non so cosa facesse, ma era su una strada che percorrevo spesso.
Non mi ricordo quando, se 10 o 15 anni fa, un giorno che passai di lì vidi che sulla recinzione erano appesi degli striscioni. La prima cosa che notai di strano era l'assenza del colore rosso. Non per idee o ideologie, solo per abitudine. Sempre, e per sempre intendo dagli anni '70 fino a quel giorno, un'azienda, una fabbrica o fabbrichetta, in cui i lavoratori scioperavano e picchettavano l'ingresso, aveva come scenografia almeno qualche bandiera rossa, magari non completamente rossa, e anche gli striscioni privilegiavano quel colore, anche solo per le scritte rosse su campo bianco.
Su quella recinzione no.
Mi avvicinavo a questi guardando il retro, non leggevo ancora le scritte. Erano di un verde sbiadito e si capiva, anche guardandoli da dietro, che le scritte erano in nero o in blu.
Rallentai per leggere cosa c'era scritto, quale era l'appello o lo slogan. Quello che lessi su quegli striscioni appesi ad una cancellata di una fabbrica che stava per chiudere erano frasi di questo tenore: "Striscia la notizia vieni a vedere come ci trattano", "Gabibbo aiutaci"...
Sì, era proprio finita. Non mi soffermo a specificare cosa, ma era finita.

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