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martedì, luglio 05, 2016

Dissoluzione e morte di un D/s



Questo l'ho fatto io ieri.
Rappresenta la fine, una fine non bella, di un rapporto, una relazione di dominazione e sottomissione. Non spiego oltre su questo genere di rapporti, ricercando in internet si trova tutto, anche troppo.

L'ho fatto anche per cercare di farmi una ragione di quello che mi è successo, e internamente a me non è ancora del tutto finito.
Non sto a raccontare gli avvenimenti, è una cosa che si trascina da un paio d'anni.
Ci tengo a dire solo che non sono la vittima, così come credo non lo sia lei.
Di mio, non ne sono orgoglioso, un paio di giorni fa sono arrivato a farle del male coscientemente, con la vana speranza che poi stessi meglio io.
Solo scrivendole, eh!
Non è così, non sto meglio.
Quello che è strano è che nello stesso tempo non sono affatto pentito di quello che ho fatto e continuo a volerle bene, nonostante il disastro.
Non perchè creda di avere ragione. Non ce l'ho.
I nostri diversi bisogni, anche se in molti aspetti compatibili, evidentemente divergevano troppo.
I nostri contatti ora sono interrotti.
Continuo a volerle bene, anche se lei non lo saprà.

Disegnare, dipingere, scrivere creativamente spero che mi servirà per superare definitivamente, e in tempi brevi, il momentaccio.
Se il mio egoismo lo esprimessi solo così, invece che accumulare veleno per poi vomitarlo addosso ad altri (e mi son anche limitato, ho scritto di quelle cose al limite della vergogna ma sono riuscito a non spedirle), sarebbe molto meglio.
Ma forse sono come lo scorpione della favola, quello che aiutato da una rana a guadare il fiume la punge, cosicchè entrambi moriranno, l'una avvelenata, l'altro annegato. Rispondendo alla domanda della rana sul perchè l'avesse punta decretando in questo modo la loro morte, disse solo che quella era la sua natura.

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