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lunedì, marzo 22, 2010

Sassi che saltano sull'acqua


Era tutto il pomeriggio che provavo ma non c'era nulla da fare.
Tiravo il sasso ma non c'era verso di farlo rimbalzare.
Appena toccava l'acqua faceva un po' di schizzi e poi affondava.

Il sole stava tramontando dietro gli alberi che costeggiano la riva dell'Adda, mancava poco al ritorno a casa.
Nel greto del fiume di sassi ce n'era una grande scelta e trovare quelli piatti ma non molto pesanti, adatti per essere lanciati, con la giusta angolazione, e farli rimbalzare sul pelo dell'acqua, non era un problema.
Per tutto il pomeriggio avevo osservato i lanci di mio cugino. Riusciva a farli saltare molte volte. Il primo salto lungo, il secondo meno, fino agli ultimi rimbalzi, ravvicinati, tanto che sembrava che il sasso si rifiutasse di perforare la superficie e, quasi stesse sciando sull'acqua, volesse darsi una spinta per saltare ancora.
Per tutto quel pomeriggio avevo provato anch'io.
Niente.

Avevo in mano uno di quei sassi piatti quando lo zio ci chiamò. Era ora di tornare a casa. Non c'era quasi nessuno, oltre noi, sul fiume.
Mi prese un attimo di sconforto. Non ero riuscito a far saltare neanche un sasso. La rabbia mi salì dalla pancia e arrivò al braccio.
Con un gesto di stizza, senza guardare, buttai via quel maledetto pezzo di pietra.
Lo vidi con la coda dell'occhio il primo rimbalzo.
Lunghissimo.
La rabbia si mutò in gioia, rapidamente come un lampo.
Il secondo, bellissimo. E il sasso era ancora tanto veloce da poterne fare di salti!
Il terzo...
No!
No, fermati!
Il terzo finì poco sotto il sopracciglio di mia cugina.

Il ritorno a casa furono una decina di chilometri d'insulti mentre me ne stavo rannicchiato, guardando fuori dal finestrino, sul sedile posteriore di una topolino, una delle ultime ancora in circolazione.

2 commenti:

Nicole ha detto...

Almeno avevi raggiunto lo scopo...gli insulti alla fine non erano così amari o no?

marco ha detto...

Insomma...Fra tutti i parenti che ho mi è capitato proprio col peggiore. Per fortuna mia cugina non ha subito danni permanenti, solo una botta vicino all'occhio.