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giovedì, luglio 15, 2010

Minchia, come sto bene!!!

Nei primi anni del liceo ebbi una breve passione per l'etologia, poi mi accorsi che preferivo le cose, che preferivo conoscere come funzionavano le cose, le leggi di natura, rispetto ai comportamenti animali, umanità compresa.
Lessi, di sicuro, L'Anello Di Re Salomone, imprinting e oche varie, ma quello che mi ricordo meglio é una parte di E L'Uomo Inventò Il Cane.
Diceva quel brano:
"Se vuoi rendere felice il tuo cane, prendi il bastone e picchialo. Poi smetti".
Non so perchè mi è venuta alla mente proprio ora, ma so che io non sono un cane e, anche, trovo odioso questo comportamento tra i miei simili.
Non parlo del gioco ma della vita e delle sue cose ed emozioni di tutti i giorni.

Qualche decennio dopo, forse esagero, ma più di dieci anni erano passati, mi diveniva sempre più chiaro che con i miei simili, la maggior parte di loro almeno, condividevo ben pochi aspetti dell'intendere la vita.
Cominciai a nascondermi sempre di più ma, per nascondersi in una folla bisogna diventare folla.
Non riuscivo a diluirmi in quella folla e, per quanto desiderassi l'invisibilità, avevo l'impressione di essere verde.
Desideravo essere invisibile, ma odiavo e odio l'esserlo, dunque dovevo essere colorato. Chissà perchè verde, forse un ricordo di qualche filmaccio sui marziani.

E già!
Certe volte la tuta mimetica si strappa, la maschera si sgualcisce e lascia intravedere quello che c'è sotto.
Sotto la mia c'è un marzianino di un verde stinto che diventa quasi trasparente, si avvia verso l'odiatà invisibilità.
Sotto la vostra cosa c'è?

Apro il portafoglio prima di andare a dormire, guardo il suo contenuto.
Foto una delle frecce tricolori, ho passato un periodo che ero patito d'areonautica.
Mazzetto di biglietti da visita di amici, negozi, di un bed and breakfast vicino a Salisbury e di un hotel di Oudenaarde, inutili ricordi.
Biglietto uno per la salita sulla torre di Santo Stefano, Vienna, scellini 20. L'ultimo viaggio degno di questo nome che ho fatto, il secolo scorso ormai.
Libricino degli indovinelli, proprio un libricino per stare in una tasca del portafoglio.
Foglietto plasticato uno, con scritta a penna la litania della paura di Dune, in italiano e We born to fight, not to run.
Patente, carta d'identità, tessere, foglietti e scontrini stinti vari.
Penny uno, centesimo americano uno, centesimo canadese uno, dracme 10.
Mai stato fuori dall'Europa. Le 10 dracme le ho tenute perchè sono dedicate a Democrito.
Codice fiscale, tessera del Politecnico di Milano, di cui, almeno formalmente, sono ancora studente, carte di supermercati due e tessera del bancomat.
Euro 135 in pezzi da 20, 10  e 5.
Perchè ho scritto questo?
Per raccontare un po' di me?
Per definirmi?
No!
Per definirmi bastava scrivere 135 Euro, tessera del bancomat e che non ho carta di credito.
Tanto serve e tanto basta, no?

Invisibilmente vostro da un altro pianeta.

2 commenti:

Marlene ha detto...

Tanto serve e tanto basta. ;)
Il mio bancomat è pure smagnetizzato,
fa te come so messa bene. :(

Buona giornata.

modesty ha detto...

marò marco, hai un sacco di roba.
io manco c'ho il portafoglio.

love, mod