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lunedì, giugno 14, 2010

Quello che per me è la rete



Saranno ormai passati 10 anni, forse un po' di più, da quando passavo le notti a scaricare da napster, il sito di downloading che fu costretto a chiudere e a riciclarsi in negozio di musica, canzoni che per la maggior parte erano o vecchie o introvabili. Non m'interessava fregare i diritti d'autore alle nuove uscite, che comunque già non ascoltavo più, e la musica classica in mp3, nonostante il mio scarso orecchio, perde troppo.
C'era in napster una messaggeria istantanea, forse anche una possibilità di chat mi pare, che io ai primi tempi non usavo affatto. Per la maggior parte erano messaggi con scritto solo asl, age, sex, location a cui non rispondevo o l'italianissimo m o f a cui rispondevo t. Poi cominciai a trovare qualcuno con cui c'era qualcosa da dire, e un po' in italiano, un po' in uno spagnolo arrabattato, la maggior parte in francese e con il mio scarso inglese iniziai a "parlare". Contatti di una sera, un po' di politica e di musica, nient'altro.
Una sera, mentre stavo scaricando qualcosa della DDR, mi contattò un tizio che mi chiese, prima in tedesco, ma era uno scritto che sembrava articolato e gli chiesi di ripetermelo in inglese, come3 mai stessi scaricando quel genere di musica. Parlammo un po' e gli spiegai come dall'inno della DDR fossi arrivato agli Oktoberklub e di quanto fossi curioso di sapere il testo della prima loro canzone che avevo scaricato perchè conoscevo solo 4 parole di tedesco e mi avevamo divertito. Ai tempi non era così facile trovare il testo in rete neppure in tedesco. Si offri immediatamente di procurarmelo e addirittura incaricò la sua fidanzata, che diceva essere più esperta di lui in inglese, di fare la traduzione. Ci scambiammo le mail.
La sera dopo avevo già nella casella di posta i testi . 
Purtroppo il pc di mia sorella, dopo un po' si guastò e persi tutti gli indirizzi.
Ecco, per me la rete è questo.  
Una possibilità di scambio, un do senza l'ut des, una maniera di rimanere in contatto col mondo anche per chi con questo mondo vuole mantenere contatti limitati.
Non sono qui ad inventarmi una vita che non ho avuto e che è sempre più difficile avere. 
Non m'interessa farlo.
E se, qualche volta, i miei comportamenti possono sembrare infantili, considerate il fatto che basta un granello di sabbia per inceppare un meccanismo. Io ero uno di quelli che quando andava in pizzeria cercava sempre il posto con le spalle al muro, che ha bisogno di vedere sempre la via di fuga, nonostante non abbia nessun motivo razionale per fare questo.
Per me la rete deve rimanere un posto dove ci s'incontra. Un posto dove anche sperimentare quello che sarebbe insperimentabile, almeno per me, in una situazione completamente fisica, o, come va di moda dire adesso, reale. Se diventasse un posto dove si gioca solo a fregarsi...beh...sparirei. Tornerebbe ad essere due fili, sono all'antica, al doppino telefonico non ci rinuncio, che dal mio pc vanno in un altro pc solo per scambiarsi numeri.
L'ho fatto per anni.
Per ancora un tempo maggiore non ho avuto nemmeno un pc...
Sono talmente bravo a farmi del male da solo che l'aiuto di altri non mi serve, non lo voglio.




1 commento:

modesty ha detto...

vabè.
sei un solitario col pallino delle vie di fuga.
benvenuto nel club.
più orgoglio però, ekkekazzo.
siamo rimasti in cosi pochi!

oktoberclub, hm?
nicht schlecht, kleiner!

:) love, mod