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martedì, giugno 01, 2010

Perchè sono un fumatore e non un alcolizzato

Non so perchè ma fin da piccolo ho la tendenza a provare sulla mia pelle.
Per fortuna ho sempre avuto abbastanza testa per non fare cose completamente sconsiderate. Per esempio, di provare il veleno per topi, anche solo in dosi minime, non mi ha mai nemmeno sfiorato il contenuto del cranio.


Non ricordo esattamente l'età, ma tra i 12 e 14 anni con buona probabilità, decisi che era ora di provare cosa significava essere ubriachi.
Non provengo da una famiglia ossessiva e, benchè ora molti non saranno d'accordo, la lingua nella grappa l'ho bagnata molto giovane. Dosi farmaceutiche di grappa alle pigne le assumevo anche quando mi veniva il mal di gola. Questo comportamento dei miei ha avuto il vantaggio di stroncare sul nascere il fascino del proibito; mi spiegavano, anzi, l'importanza della quantità oltre a quello della qualità.
Dunque, la decisione di provare gli effetti della sbornia aveva solo delle motivazioni, chiamiamole così, scientifiche.
Una sera, forse quella sera ero solo in casa con i nonni, ma non potrei giurarci, aspettai quando tutti furono andati a dormire e, silenziosamente, cominciai a bere.
 Avevo progettato tutto per bene. Non potevo bere da una sola botitglia, il rischio che se ne accorgessero sarebbe stato troppo alto vedendo, che ne so, una bottiglia svuotata per una metà o un quarto; non sapevo quanto potevo ingurgitare, ma guardando i grandi era evidente che anch'io dovevo bere una quantità di alcolici che non si poteva non notare se assunta da una sola bottiglia.
 Allora bevvi un sorso da una, un'altro da un'altra, mezzo bicchiere di vino...Casa mia non è mai stata troppo rifornita di alcolici e questo avrebbe potuto compromettere il buon esito dell'esperimento ma il mio stomaco, ben prima di qualsiasi effetto d'ebbrezza, quando sentì arrivare la grappa sul vino, disse basta; corsi in bagno e vomitai in silenzio.
E' stata, quella, la sola volta che cercai di ubriacarmi da solo in tutta la mia vita.

Al contrario, le sigarette avevano il fascino del proibito.
Avevo provato, di nascosto, qualche mozzicone, ma mai aspirando. Un'imitazione dei comportamenti dei grandi che lasciava in bocca un sapore abbastanza sgradevole. Quando, non so sentendo chi, ascoltai che il fumo lo respiravano, m'incuriosii. Cominciai a fare domande a mio padre, che ebbe la malaugurata idea di cercare di spaventarmi invece che spiegare.
Mi disse che la prima volta che fumò si sentì male , che quasi svenne, che era una cosa schifosa...Ma me lo diceva mentre stava fumando.
E poi perchè continuava a fumare se era stata un'esperienza tanto negativa?
Dovevo sapere.
Un giorno, avrò avuto 16 o 17 anni, mentre ero solo in casa, accesi una sigaretta presa dal pacchetto di mio padre qualche giorno prima, volevo essere sicuro che non si fosse accorto della mancanza. Per sicurezza, non si sa mai, mi sedetti su una poltrona nel caso che fossi svenuto; non ci credevo molto ma sono un tipo prudente.
Aspirai una bella boccata di fumo e lo inalai.
Mi piacque.

1 commento:

modesty ha detto...

non volevo neanche leggere il tuo post stavolta.
odio gli ubriachi. quando un uomo beve, è solo il meno peggio lato della sua anima.

love, mod (mi devi una lettura-contro-voglia)