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venerdì, gennaio 20, 2012

Falò di S. Antonio 17 Gennaio 2012

Tradizione contadina. Dalle mie parti si fa la sera del 17 Gennaio. Mio padre sostiene che si accendeva quando le campane suonavano il vespro, ma, per non disturbare la quiete pubblica, le campane quasi non suonano più. L'ho acceso quando cominciava a far buio, verso le sei di sera.
Quest'anno, dopo anni e anni durante i quali non l'ho mai più fatto, rimanendo solo un ricordo della mia infanzia, l'ho preparato nello spazio in cui c'era l'orto per bruciare la legna, e spero anche i ricordi, rimasta del cantiere per la ristrutturazione di casa. Pezzi di assi e una piccola parte delle travette del vecchio tetto. Ora c'è un piano in più e una terrazza.

Un po' di foto del falò e vedute della "skyline" di gorgonzola (il minuscolo è voluto, so che è nome proprio di paese promosso recentemente a città) riprese dalla terrazza.

 La catasta di legna, 4 foto







Il falò (di quella pira, l'orrendo fuoco...) 9 foto











Parte dello "skyline" di gorgonzola visto dalla terrazza in una notte gelida, fosca e senza vento. 3 foto






Tanto che ci sono...oggi, al mattino, c'era freddo e nebbia, poi si è alzato il vento e ha reso quasi limpida la giornata, cosicché al tramonto la visibilità era molto buona. Aggiungo un po' di foto (cinque) scattate al tramonto dal terrazzo. Si possono vedere le Prealpi verso nord (foto con il campanile) e l'inizio degli Appennini con la sagoma del monte Penice vesrso sud (foto con l'antenna, quasi completamente nascosto dagli alberi sulla destra ). Le foto del sole che tramonta sono, ovviamente, verso ovest. Per la vista dell'alba, altrettanto ovviamente verso est, aspetta e spera; la mattina preferisco dormire. :-)





1 commento:

Kameo ha detto...

Beh, quel terrazzo ti ha fatto penare ma alla fine ti fa godere della vista ;-)