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domenica, ottobre 09, 2011

9 ottobre 1963

Il Vajont.
Ero già nato quando successe ma ero ancora troppo piccolo per conservarne ora una memoria diretta.
Ma sia mio padre che un parente di mia madre della generazione precedente hanno lavorato nel campo idroelettrico. Ho avuto testimonianze dirette, oltre che aver visto personalmente numerose centrali, di quella che fu la corsa all'oro bianco in Italia dagli anni '30 in avanti. Poi divenne incommensurabilmente (esagero) più importante l'oro nero.
E sono cresciuto avendo come mito l'ingegner Semenza che costruì una diga che resistette a un'onda poderosa.
Ci furono piccole frane e microterremoti gli anni prima, ma continuarono a riempire l'invaso. I montatori meccanici di una ditta di macchine idrauliche tornavano in sede e dicevano che tremavano le baracche in cui dormivano. Ma continuarono a riempire. Il sistema  è buono e ben progettato, c'è tutta la carta che lo dice, non si può fermare il sistema...quella sì che sarebbe una gran perdita.
 Piccole scosse di assestamento ma poi sarebbe andato tutto a posto perchè il sistema è buono e ben progettato.
Oggi, dopo tanti anni, mi vien da pensare che anche il denaro viene chiamato liquido, come l'acqua, che allora era l'oro bianco.
Ma se il sistema è buono e ben progettato anche le piccole scosse di questi anni che si vedono sui mercati finanziari non sono segnali di pericolo e tutto andrà a posto. E giù a stampar moneta che il liquido deve scorrere; poi tutto andrà a posto, come per il Vajont.

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