..................................................................................................

_________________________________________________________________

mercoledì, febbraio 23, 2011

Luce diretta, luce riflessa

Uno dei libri che, mentre lo leggevo, ho trovato meno interessanti è stato "Gli Strumenti del Comunicare" di Marshal McLuhan. Tanto poco interessante che la cosa che mi colpì di più fu la sua affermazione che la scomparsa delle sputacchiere, negli uffici prima e in seguito dappertutto, fu l'entrata nel mondo del lavoro delle dattilografe. Una presenza femminile in un mondo fino ad allora solo maschile ingentilì i rudi maschi masticatori di tabacco al punto da provocare la scomparsa di quell'oggetto.
Tutto il resto di quello che ha scritto, medium caldi, freddi e il mezzo è il messaggio me lo ricordo meno che vagamente.
A questo punto potrei anche terminare il post, se non che, anni dopo, vidi un documentario sulla televisione svizzera in cui facevano vedere un esperimento fatto dal figlio di McLuhan, Eric.



L'esperimento consisteva nella proiezione su una tela, come lo schermo del cinema, di un filmato. Solo che , a differenza di quello che succede nelle sale, il pubblico era disposto metà davanti allo schermo, come avviene al cinema, mentre l'altra metà dietro, in modo che vedesse le immagini in una situazione simile a quella della televisione dove la fonte di illuminazione viene vista direttamente.
Alla fine della proiezione al pubblico venne dato un foglio e, gli sperimentatori, chiesero di descrivere ciò che avevano visto. Non ricordo se in quel documentario spiegassero almeno sommariamente di che film si trattasse
Le descrizioni di quelli che si trovavano nella situazione della sala cinematografica erano, la maggior parte, oggettive, descrivevano chi avevano visto e quello che gli attori facevano o dicevano, mentre, le descrizioni di coloro che erano dall'altra parte dello schermo erano più improntate alla soggettività e alle emozioni che avevano provato.

Adesso, mentre scrivo davanti al monitor, sto pensando al web in generale e a second life in particolare.
In second life la parola emozione ricorre molto.
Io  la provo spesso, specialmente quando mi sento escluso e quando si tratta, o meglio, quando mi parlano dei giochi a sfondo erotico.
Vuoi vedere che tutto questo è solo colpa del monitor?


P.S. (aggiunta del 24/02/20011 ore 15:15)
Ho trovato una descrizione dell'esperimento e come si chiama, Fordham experiment, di seguito il link:

http://www.facebook.com/pages/Fordham-Experiment/136937046329180

2 commenti:

mod ha detto...

tu e second life. questo sì che è una "strana coppia"!

spero sia solo a scopo di sperimentazione. e cmq, anche in SL bisogna camminare spalle al muso. il monitor offre poca protezione.

love, mod

marco ha detto...

mah...io non rispondo quasi mai ai commenti, ma hai ragione mod, una strana coppia.
non credo si possa sperimentare nulla stando al suo interno, forse fare una ricerca, come le ricerche sul campo in antropologia..tutto sommato la si vive...ed io la vivo malissimo.