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domenica, agosto 01, 2010

Oggi sono andato a Lodi

In quella che oggi si chiama via Verdi, al numero 6, una via centrale ma spoglia di Lodi c'è una lapide che ricorda che l'otto settembre milleottocentoquindici, in quella casa, nacque Giuseppina Strepponi, celebre soprano e moglie di Verdi.
L'ho notata oggi, durante un giro cicloturistico in bici, in quella cittadina.

Lodi, impressione di ricchezza, qualche turista, forse era ancora presto per vedere gli abitanti in centro a fare shopping, ma i pochi, o meglio, le poche, davano la solita impressione di eleganza ben portata che è tipica delle città di provincia.

Poco traffico e zona pedonale, palazzi recentemente restaurati o ristrutturati, colori chiari, luce del sole che fa sembrare buia l'ombra, una chiesa in restauro bianca. Nel centro strade lastricate, non larghe, dritte, prospettive di luce. Una quasi milanese voglia di nascondere la ricchezza, sbirciando nei portoni s'intravedono giardini bellissimi.

Quando vado in bici da corsa devo rinunciare a vedere gli interni, principalmente a causa delle scarpe con gli attacchi per i pedali, che pregiudicano l'equilibrio sui pavimenti lisci e fanno molto rumore quando si cammina. Il fatto che sia sempre a torso nudo in questo periodo non è un problema, una maglietta l'ho sempre con me , allacciata al marsupio che porto in vita. Non sono mai entrato a vedere la chiesa dell'Incoronata, barocco pesante, ricco di stucco dorato. Se avrò tempo, quando farà meno caldo, porterò con me un paio di pantaloni lunghi da indossare sopra le braghette da ciclista, per poterla vedere.

Avevo visto, anni fa, il museo dedicato a Paolo Gorini, con le sue mummie e i pezzi anatomici preparati da lui. Era in una stanza polverosa del vecchio ospedale, per entrare bisognava chiedere le chiavi al portinaio. Una stanza sola ma misconosciuta ai più.

E il gusto di girare in centro, in mezzo alle piazze con i lastricati in sassi, cotto dal sole, senza curarmi di come sono vestito (non mi curo quasi mai dell'abbigliamento), guardare in giro, vedere la gente. Per quanto piano vada, sono sempre più veloce di un pedone, gli sguardi s'incrociano e subito dopo si guarda ad altro.
Le strade, le piazze, la gente...Mi piace la velocità, o la lentezza, che mi consente la bici. Si vede molto. Si può girare una cittadina in poco tempo percorrendo le strade che a piedi sarebbero state scartate perché poco interessanti o perché non fanno parte dell'intinerario tra il museo A e la chiesa B. Mi consente di avere una buona visione d'insieme.
Mi piace girare senza meta.

1 commento:

mod ha detto...

quanto mi piace leggerti!
certe cose non cambiano.
per fortuna.

love, mod